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Emergenza Rifiuti: Operazione Rivolta!

Foto © Acri In Rete
Gaetana Falcone
Affacciandomi al balcone in questi ultimi tempi, ho smesso di avvertire quella bella sensazione di aria pura e soave che almeno apparentemente soffiava sul mio paese. I cumuli di spazzatura che ormai sovrastano con macabra occupazione spazi e luoghi, annullano anche quella dolce illusione di vivere in zona salubre. Ovviamente è risaputo che il dramma “monnezza”coinvolge intere regioni e la Calabria sta pagando a caro prezzo le incurie e le negligenze, la sprovvedutezza e il malaffare.
Il triste e maleodorante binomio cosche-spazzatura, taglia come affilata e spietata lama ogni speranza di corretta, immediata e legale sistemazione dei fatti. Il silenzio sui fallimenti delle società miste, causa di tanti dissesti, e la disastrosa gestione dei commissari delegati, fotografata un anno e mezzo fa dalla relazione della Commissione Ecomafie presieduta da Gaetano Pecorella, ne dava già contezza: «Lo stato emergenziale della Calabria... ha rappresentato un sistema di potere, da tutelare e prorogare ad ogni costo, basato su appalti, consulenze esterne... che in alcuni casi ha creato più danni di quelli rinvenuti». Un carrozzone insomma.
E noi? I rappresentati dico, i sommersi dalla burocrazia prima che dai rifiuti, cosa possiamo fare? Cosa DOBBIAMO fare. La “nostra” discarica, ad esempio, potrebbe essere TEMPORANEAMENTE utilizzata, visto che lungamente lo è stata. Agiamo dunque sul fattibile: adoperiamoci al fine di sospendere pro tempore la revoca che grava sulla stessa. Se non altro, togliamo la spazzatura dalle strade in attesa di tempi nuovi.
Magari illuminati e illuminanti al punto tale da far capire che i rifiuti possono diventare risorsa e non disastro.
Qualche giorno fa è stato pubblicato su Acrinrete un articolo con l'accorato (e forse poco compreso) appello dell’assessore Ferraro, che trova tutto il mio sostegno e la mia approvazione. Non è più solo una questione di rappresentanti. Ben poco ormai hanno da fare, tra dissesti ciclopici e poteri vacillanti. Non è momento di campanilismi,di bandiere e di distintivi di partito, è solo tempo di unire tutte le forze per risollevare il paese da questo grave disagio. E'tempo di insurrezione popolare: Uniamoci e partiamo dunque!




PUBBLICATO 17/02/2014





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