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A cento anni dalla sua costruzione ritorna all’anticpo splendore la basilica del beato angelo dopo due anni di lavori.

Roberto Saporito
Foto © Acri In Rete
Ritorna all'antico splendore l'imponente basilica del Beato Angelo. Voluta da Padre Giacinto Osso, la prima pietra fu posata nel 1893, l'ultima nel 1898. Rappresenta il monumento storico - architettonico religioso più importante della città. Meta di numerosi pellegrini, custodisce il corpo dormiente del Beato Angelo, compatrono della città.
L'intervento termina proprio a ridosso della ricorrenza della morte del Beato che cade il trenta di ottobre. L'elemento architettonico dominante è la superba cupola che si erge per 35 metri a copertura del presbiterio e che domina l'intero paese. L'edificio ha una superficie in pianta di oltre 1200 metri quadri, la navata unica, illuminata da dieci semirosoni, è lunga 42 metri, larga 15 e alta 23.
La facciata principale, interamente rivestita da pietra rosa di Mendicino, è definita da due campanili simmetrici e di forma quadrangolare posti sui lati, conclusi alle loro sommità da cuspidi e dal timpano centrale, nella parte alta.
Il progetto di restyling viene approvato dalla Soprintendenza per i Beni A.A.A.S di Cosenza nel 2002. I lavori, finanziati con fondi erogati dal Ministero dell'Economia e Finanze per un importo di 300.000,00 euro, sono iniziati nel 2006 ed hanno interessato la rimozione totale del manto di copertura e di parte della grossa orditura in legno del tetto, la revisione generale e restauro dell'intera cupola, la spicconatura dell'intonaco ammalorato e sostituzione dello stesso, la tinteggiatura delle pareti esterne, l'intervento di consolidamento e rinforzo strutturale, la cucitura di lesioni e posa di mattoni e pietre, la sostituzione delle gronde e dei pluviali, la ricostruzione di elementi architettonici quali cornici in pietra rosa di Mendicino e balaustre, il restauro di infissi in legno e dei finestroni semicircolari in ferro battuto e vetro comune colorato. Il restauro ha avuto come obiettivo la conservazione del monumento senza apportare modificazioni tali che avrebbero potuto indurre a variazioni di stile della Basilica.
Progettista e direttore dei lavori è stato l'architetto acrese Aldo Pastore, già responsabile del restauro del campanile della Chiesa della SS. Annunziata, che nel 2001 ha raccolto il disperato e accorato appello di padre Leonardo e frate Crispino.




PUBBLICATO 07/10/2008

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