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Il PSI resta fuori dalla giunta, ma è il PRG a tenere banco.

Roberto Saporito
Foto © Acri In Rete
Ancora un consiglio comunale acceso, caratterizzato dal duro scontro tra maggioranza, Pd, da una parte e opposizione, Udc – Pdl, dall’altra. In pratica un prosieguo di quanto è accaduto durante l’estate quando le due fazioni hanno dato vita, attraverso comunicati stampa e manifesti murali, ad un animato dibattito politico. Non c’è stata la rivisitazione della giunta che, quindi, non subisce variazioni. Almeno per il momento. Bonacci, assessore al bilancio, resta al suo posto perché nutre della fiducia di tutti e del sindaco in particolare.
Le dimissioni chieste da Pettinato (Prc), che però paradossalmente poi vota il bilancio, cadono nel vuoto. Il Ps non entra nell’esecutivo sicchè Capalbo (Pd) e Fabbricatore (Udeur) (uno di loro avrebbe dovuto lasciare lo scranno) possono tirare un sospiro di sollievo.
La delega alla sanità resta nelle mani del sindaco ma il passaggio in quelle di Manes, già assessore all’urbanistica e personale, sembra cosa fatta. Dall’ultima assise la maggioranza ne esce a pezzi. Non da meno la minoranza. Insomma un quadro politico che non sarà più lo stesso tra un anno e mezzo quando gli acresi saranno chiamati alle urne. Pd, Sd, Prc, Ps, Verdi e Pdci difficilmente staranno nuovamente insieme. Così come Udc e Pdl. Le prove di dialogo tra le varie forze politiche sono già iniziate ma le incertezze romane non aiutano.
Intanto gli equilibri di bilancio hanno avuto il via libera ma di numeri nessuno ne ha parlato. Eppure le casse comunali non godono di ottima salute. La discussione si è incentrata, invece, sulla oramai bozza del Prg. Si è scoperto, finalmente, che ne esiste una risalente al 2004 (giunta formata da Udc, Fi, An e Rinascita Democratica) mai discussa né in giunta né in consiglio, ma di cui nessuno ne rivendica la paternità.
Nemmeno chi all’epoca era esponente della maggioranza.
Il Pd può gongolare, lancia accuse di speculazione e mostra in sala lo stralcio della variante. Forte imbarazzo tra i banchi della minoranza dove la fanno da padrone evidenti contraddizioni che fanno pensare che qualcuno, nel 2004, ha giocato poco pulito ed alle spalle di ignari compagni di viaggio. La questione regalerà ancora forti emozioni ad una comunità che, esterrefatta, si interroga.

PUBBLICATO 05/10/2008

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