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Due i fucili che hanno sparato.

Piero Cirino
Foto © Acri In Rete
Ieri è stato eseguito l'esame autoptico sul corpo del trentacinquenne Natale Sposato, ucciso venerdì notte, ad Acri, davanti all'ingresso della casa in cui abitava insieme ai genitori, in contrada Pietremarine.
L'autopsia è stata eseguita dal medico legale dottor Aldo Barbaro, nell'ospedale civile di Acri.
In seguito alle risultanze scientifiche, Natale sarebbe morto per emorragia polmonare.
E questo, tutto sommato, lo si sapeva già.
Ciò che invece non si sapeva, e che l'autopsia ha rivelato, è che i colpi sparati sarebbero stati tre, e non due.
Non è ancora chiaro se siano partiti dalla stessa arma.
In ogni caso, vi sarebbe una marcata convinzione, per tutta una serie di elementi ora ai vaglio degli investigatori, che quei colpi siano partiti da due fucili, e non da uno.
Se questa ipotesi dovesse essere confermata, tutte quelle finora accreditate come verosimili, crollerebbero.
Ad esempio, la pista della criminalità organizzata, che fin dall'inizio era stata esclusa, rientrerebbe nel novero delle matrici possibili.
A portare clementi in suo suffragio sarebbero anche i ripetuti viaggi della vittima a Verona, città in cui lavorano i suoi fratelli.
Intorno a questi vi sono zone di mistero intorno alle quali indagare.
Che possano essere state due le armi a sparare sarebbe suggerito anche dall'esame balistico, secondo il quale la ricostruzione fatta in un primo momento non corrisponde alla effettiva dinamica della sequenza di morte.
Insomma, se si dovesse appurare l'azione di due fucili, e non di uno, lo scenario muterebbe profondamente, acquistando connotati fino a ieri impensabili.
Natale Sposato è stato raggiunto alla gamba e al braccio sinistro da pallini provenienti dallo stesso tipo di cartucce, mentre gli altri due ingressi, vale a dire quello nella zona scapolare sinistra e sotto la nuca, apparterrebbero a un altro tipo di munizioni.
Le indagini a questo punto imboccano nuove direzioni, che i pm De Bene e De Maio, aggiunto all'inchiesta ieri, dovranno vagliare attentamente.
Sul luogo del delitto, proprio per cercare di dirimere le ultime zone d'ombra nella dinamica. di morte, ieri è stato eseguito l'ennesimo sopralluogo.
Erano presenti, nella casa di contrada Pietremarine, il dottor Barbaro, il maresciallo Roberto Luciani, comandante della stazione di Acri, e l'avvocato della famiglia Sposato, Angelo Altomari.
Intanto gli inquirenti continuano a sentire persone che potrebbero condurre all'identificazione di chi ha ucciso Natale.
Per seguire gli spostamenti della vittima, si è ricorsi anche alle telecamere di sorveglianza presenti in centro, in cui Natale è stato venerdì sera.
Vi sarebbe una zona d'ombra, di circa mezz'ora, nella ricostruzione delle sue ultime ore di vita in cui potrebbero nascondersi elementi decisivi per decifrare questo fatto di sangue, che finora appare incomprensibile.
Ieri è stata inoltre restituita alla famiglia la salma di Natale Sposato.
Le esequie si terranno. oggi pomeriggio, alle ore 15 e 30, nella chiesa della Santissima Annunziata, in piazza Sprovieri.

PUBBLICATO 01/10/2008

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