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Ucciso da un solo colpo.

Roberto Saporito
Foto © Acri In Rete
A distanza di quarantotto ore dal grave fatto di sangue, la comunità si interroga su chi ha ucciso con tanta ferocia e determinazione Natale Sposato, il trentacinquenne colpito a morte attorno alla mezza notte e mezza di sabato. L’uomo, disoccupato, celibe e incensurato, è stato freddato proprio sull’uscio della sua abitazione davanti agli occhi dell’anziana mamma.
Ieri, località Pietremarine, luogo del delitto, era avvolta da un clima di profonda tristezza e incredulità. E gli interrogativi si rincorrono su chi si è potuto macchiare di un episodio così grave e inquietante. I carabinieri della locale stazione, coordinati da quelli di Rende, stanno lavorando giorno e notte per cercare di risalire all’assassino o agli assassini. Un compito non facile. I militari, al momento, non hanno in mano grossi elementi. Sia nella giornata di sabato che ieri hanno effettuato una serie di sopralluoghi e interrogato familiari e amici.
Grazie alle loro testimonianze sono stati ricostruite le ultime ore di vita di Sposato. Nataluzzu, conosciuto anche con i soprannomi di Diabolik, per via della somiglianza con il noto personaggio, e di Lupin, a causa della sua abilità con cui riusciva a sottrarre gli oggetti, sabato sera è stato in giro per le vie del centro, la consueta “visita” al solito bar per un paio di partite ai video giochi, poi l’acquisto di un pacchetto di sigarette al distributore automatico ed infine il ritorno nella sua contrada distante tre chilometri. Qui ad attenderlo non c’era sola la mamma, ma anche il suo killer. Le analisi balistiche hanno permesso di scoprire che Sposato è stato ucciso con un solo colpo, calibro 12, partito da un fucile da caccia.
Un altro si è conficcato nella parte posteriore della gamba sinistra. Da qui l’ipotesi che chi ha sparato avrebbe mirato dapprima alle gambe, forse per intimidirlo, per poi colpirlo, involontariamente, alle spalle quando la vittima si è accasciata dopo il primo colpo. Sposato è morto all’istante, sotto lo sguardo impietrito della mamma che, a causa della poca luce, non è riuscita a vedere in faccia chi ha sparato. La donna ha riferito anche di non aver sentito allentarsi nessun mezzo. Da qui, quindi, la supposizione che l’omicida possa aver raggiunto il luogo del delitto a piedi. Si scava nella vita privata ma gli inquirenti non hanno punti di riferimenti. E il fatto che lo Sposato non avesse neanche un cellulare non facilita le indagini.
Sono stati analizzati anche alcuni fucili da caccia, in possesso di parenti, apparsi in disuso da anni. L’uomo viveva di espedienti, spesso si rendeva autore di furti di animali di piccolo taglio o addirittura di ortaggi che rivendeva al miglior offerente. Ma non era certo un uomo cattivo o un delinquente e non frequentava strane amicizie. Da escludere, secondo i militari, la pista della microcriminalità, si pensa piuttosto ad un gesto folle di qualcuno esasperato, forse, dei suoi continui “colpi” o anche al fatto che Sposato possa aver visto qualcosa che non doveva vedere o infine a possibili rapporti con la donna di qualche altro. Solo ipotesi per un vero e proprio giallo.

PUBBLICATO 29/09/2008

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