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ll Piano per le attività produttive ed imprenditoriali è solo sulla carta

Foto © Acri In Rete
Redazione
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Riteniamo, quello delle attività produttive, uno dei settori più importanti di una comunità.
Quello che influenza il Pil di una realtà locale e quello che crea posti di lavoro.
Speriamo di essere smentiti dai fatti, ma a noi sembra che l’attuale amministrazione, ed in particolare l’assessorato al ramo, su questo settore ci abbia puntato poco o nulla.
Tra Covid ed assenza di iniziative, i commercianti e le piccole e medie imprese sono in ginocchio, sebbene i Ristori statali.
L’assessoressa al ramo non brilla certo di iniziativa; lo testimonia il “Compra acrese”, vedi foto allegata, che ha riproposto e copiato (male), durante il periodo natalizio, un’idea nata e promossa da un gruppo di cittadini qualche anno addietro.
Ci saremmo aspettati qualcosa di diverso da una giovane professionista, più idee e meno presenzialismo.
Le uniche iniziative promosse dall’assessore alle Attività Produttive, invece, hanno previsto solo un “reggi nastro” in vista del taglio del tricolore, da parte del sindaco, alle numerose inaugurazioni degli ultimi mesi.
Eppure nelle linee programmatiche del sindaco (giugno 2017) erano previsti diversi interventi nel settore delle Attività Produttive, ricordiamo quali:
1) il ripristino di momenti di promozione del territorio, dei prodotti locali e delle eccellenze imprenditoriali attraverso politiche di sviluppo, dirette anzitutto alla promozione di prodotti tipici quasi scomparsi dal tessuto imprenditoriale acrese, alla creazione di consorzi e alla riproposizione di manifestazioni quali Acri Produce. Ad oggi nulla di tutto questo è stato messo in atto, perché?;
2) la promozione attraverso il decreto “Terre Vive” e attraverso la Banca della Terra predisposta da Ismea, dell’imprenditorialità giovanile tramite l’assegnazione a giovani agricoltori, singoli o associati in forma cooperativa e a cooperative sociali, terreni a vocazione agricola di proprietà regionale e comunale.
Anche in questo caso, nulla è stato fatto, anzi ci risulta che molti giovani imprenditori riescano ad andare avanti solo grazie alle proprie capacità o perché supportati dagli incentivi regionali, mentre tanti hanno addirittura ritenuto opportuno investire altrove, come la piana di Sibari e la valle Crati dove, naturalmente, spendono e pagano i tributi;
3) l’istituzione di specifici “Concorsi di idee”, rivolti soprattutto ai giovani che avessero intenzione di investire imprenditorialmente in zone svantaggiate, degradate o poco attrattive, quali Corso Sandro Pertini e il centro storico, che possano agevolarne l’impresa attraverso strumenti di premialità e di sgravio tributario. Ad oggi, il suddetto Corso è piano di saracinesche abbassate mentre il centro storico è occupato da residenti e dai bellissimi murales realizzati da un gruppo di artisti locali;
4) l’implementazioni delle wi-fi free zone sul territorio comunale. Falso, se non hai Giga a disposizione, per le vie e nelle piazze di Acri non ti puoi collegare perché non c’è una rete wi - fi libera e gratuita;
5) l'istituzione della Banca del Tempo;
6) la creazione dei gruppi di acquisto solidale;
7) l’avvio della campagna di sensibilizzazione volta ad incoraggiare i cittadini contribuenti di destinare all’ente comunale il loro 5x1000, implementando così le risorse destinabili ad attività nel campo sociale.

Manca circa un anno alla fine della legislatura, ci auguriamo che quanto previsto possa essere realizzato nei prossimi 500 giorni.
Prossimamente ci occuperemo anche dei Servizi Sociali, un altro settore molto delicato.


PUBBLICATO 08/03/2021 | © Riproduzione Riservata





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