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Tu chiamale sei vuoi emozioni...

Foto © Acri In Rete
Franco Bifano
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In famiglia tutti d’accordo, si parte in tarda mattinata con comodo!
Tanto la partita inizia alle ore 16:00 e Cotronei non dista più di un’ora e mezza di auto.
L’idea è quella, dovendo attraversare la Sila, di fermarsi per strada per l’immancabile picnic e una passeggiata tra i pini, magari tra “i giganti” che si trovano a Fallistro.
Un gruppo di amici è partito prima, ma siamo tranquilli perché ci siamo dati appuntamento per l’ora di pranzo.
Mentre ci organizziamo di parla del tempo, di cosa mangeremo ma si evita ogni riferimento alla partita, forse per una sorta di timore scaramantico.
La posta in palio è importante e la sfida è tosta. I crotonesi sono una buona squadra e, giocando in casa, hanno due risultati su tre a favore per passare il turno, possono infatti pareggiare o vincere. Per l’Acri, invece, non esiste alternativa alla vittoria.
Passando davanti alla pasticceria prima di entrare veniamo assaliti da un inquietante dubbio: ”Non è che comprare i dolci prima dell’incontro porta sfiga?”.
Io sono tormentato e di conseguenza titubante, Adele invece in fondo è decisa ad acquistare. Provo a dissuaderla, mentendo spudoratamente “è chiusa” dico, non abbocca e senza esitazioni entra (Ahia!!).
Poco dopo esce con in mano dolci e una bottiglia di spumante (orrore!!) non mi resta che attaccarmi ad un cornetto comprato a Napoli e toccare il ferro della vicina ringhiera. (la scaramanzia rende stupidi!!)
Finalmente si parte, lungo strada, per quanto sia la prima domenica di maggio, non incontriamo molte anime. La Sila è comunque accogliente e in questo periodo regala colori meravigliosi.
Tra il bianco delle prime margherite e il verde dei prati, colpisce il rosso e il nero dei papaveri. Che sia di buon auspicio?
Allo Stadio arriviamo con largo anticipo, davanti all’ingresso il Presidente del Cotronei, persona affabile, mi riconosce e ci viene incontro.
Parliamo delle recenti partite, mi chiede se avessi mai immaginato che l’Acri avrebbe vinto a Locri, rispondo chiedendogli se lui avesse mai immaginato di perdere contro la Reggio Mediterranea. In fondo, l’imprevedibilità è una delle variabili belle del calcio.
Mi da’ la sensazione che sia convinto che la sua squadra possa vincere tranquillamente la sfida, sostiene che il Cotronei ha un centrocampo migliore; ribatto affermando che però la difesa mi sembra debole.
Parliamo per un po’ di calcio in “punta di fioretto” poi entro, naturalmente nel settore ospiti.
Nell’Acri gioca Sposato, nonostante abbia perso la da poche ore una giovane zia. Andrea è provato dal dolore e ha dormito poco, ma è il capitano e sente di non poter mancare.
Il primo tempo, nonostante le aspettative ha poco di spettacolare. I rossoneri sono molto attenti in fase difensiva, ma pungono poco in attacco. A parte una occasione da goal sventata con bravura da Lamberti, i primi 45 minuti sono avari di emozioni.
Quando Mister Mancini, diretto negli spogliatoi, passa vicino al nostro settore vorrei dirgli di alzare il baricentro del gioco, con Lamirata sulla linea difensiva siamo troppo “schiacciati” indietro.
Inizialmente esito, ma alla fine quando passa lo dico. Lui tira dritto, forse non ha sentito.
Nella ripresa siamo più reattivi nelle ripartenze, in una di queste Criniti serve Lamirata che realizza un gran goal. Abbracci incontenibili e urla di gioia prima di accorgerci che un guardalinee con ”un bidone della spazzatura al posto del cuore” (magico Buffon!) annulla la rete.
Ma, non ci sono dubbi, siamo entrati in partita! Pochi minuti dopo, Dodaro su calcio di punizione indovina l’angolo giusto, Acri in vantaggio.
Il Cotronei non riesce a riorganizzarsi e su un contropiede viene punito ancora, questa volta da Criniti, 2 a 0, le urla di gioia penso arrivino fino alla costa, a Crotone!
Sembra fatta ma il centravanti Russo fa il guastafeste e con un maligno quanto spettacolare calcio di punizione, accorcia le distanze. Ci sarà da soffrire fino alla fine.
Ancora Criniti protagonista sulla destra, appena entrato in area tira, il portiere respinge ma Petrone ben appostato insacca.
Dall’impeto tento di abbracciare il tifoso che mi è vicino, lui neanche non se ne accorge perché urla e salta come un matto.
Mancano 5 minuti, altri 5 vengono concessi di recupero, ma non succede più nulla.
Vittoria netta, credo che anche il presidente del Cotronei possa convenire.
Non lontano dalla cittadina Crotonese , insieme ad altri tifosi, aspettiamo l’autobus della squadra. È il momento per noi di tirare fuori dolci e spumante, gli altri integrano con qualcosa di più casereccio e del buon vino, e via con l’apericena!
Sulla strada del ritorno il lago Cecita ci regala un tramonto che sembra essere stato dipinto da un pittore di talento, impossibile non fermarsi per conservalo in una foto.
La serata è fredda, la temperatura non è adeguata alla stagione, ma è difficile accorgersene, siamo storditi dai profumi portati dalla leggera brezza e dalle emozioni sportive vissute.


PUBBLICATO 07/05/2018 | © Riproduzione Riservata





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